IL LAGO DEI CIGNI

Kyiv City Ballet

C’è un lago che nessuna mappa riporta.

Esiste solo di notte, quando la luna è alta e il silenzio pesa come un segreto. Sulle sue rive, un giovane principe – inquieto, selvatico – fugge dalla corte e dalle sue promesse. Cerca qualcosa che non sa nominare. Trova Odette.

Lei non è una donna, non più. Un sortilegio l’ha intrappolata in un corpo di cigno – creatura fragile, nervosa, bianchissima. Solo tra il tramonto e l’alba riprende forma umana. Solo l’amore giurato può spezzare l’incantesimo. Il principe giura.

Ma il mago Rothbart ha una figlia, Odile. Cigno nero, speculare e opposto. Magnetica dove Odette è tremula. Sfrontata dove l’altra è pudica. Al ballo di corte, Odile seduce, il principe cede, il giuramento si infrange.

La musica è di Pëtr Il’ič Čajkovskij, compositore che qui raggiunge vette di lirismo doloroso e grandiosità sinfonica – un uomo capace di far piangere un’orchestra. La coreografia originale porta la firma di Marius Petipa, maestro del rigore accademico e dell’abbandono romantico, colui che ha dato al balletto classico la sua grammatica definitiva. Il libretto, attribuito a Vladimir Begičev e Vasily Geltser, attinge a leggende germaniche di fanciulle tramutate in cigni, intrecciando amore, inganno e redenzione.

Il Kyiv City Ballet – applaudito da Parigi a New York, da Londra a Chicago, celebrato da The New York Times, The Guardian, Harper’s Bazaar – affronta questo monumento con la reverenza dovuta ai classici e l’audacia di chi li abita davvero. La coreografia di Petipa rivive nella sua architettura originaria: l’atto bianco – aereo, spettrale –, i celebri trentadue fouettés, il pas de deux divenuto emblema stesso della danza.

Trentuno artisti edificano un mondo di riflessi e simmetrie. Il corpo di ballo si muove come un respiro unico: cigni che ondeggiano, braccia che si fanno ali, linee che si dissolvono nella partitura.

Al centro, il doppio ruolo di Odette e Odile esige ciò che poche ballerine possiedono – la fragilità trasparente del cigno bianco e la seduzione bruciante del cigno nero. Due nature antitetiche, nello stesso corpo, nella medesima sera.

All’alba il principe torna al lago.

Odette lo attende.

Il tradimento li ha condannati entrambi.

Ma nell’acqua scura, abbracciati, trovano ciò che la vita ha negato. L’incantesimo si spezza. Non con la vittoria. Con il sacrificio.

C’è un lago che nessuna mappa riporta. E ogni sera, su quel lago, l’amore vince – nel solo modo in cui, a volte, può vincere.

SCRIVICI PER RICHIEDERE INFORMAZIONI

Light Can Dance è un marchio di Light Eventi S.r.l.s
Sede Legale: Quattro Strade - 23874 Montevecchia (LC)
REA: LC 326274 P:I:03779550130
Mail info@lighteventi.it Tel. +39 039 598 64 65